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B e n v e n u t i
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I l p r i m o p o r
t a l e i n i t a l i a n o d e d i c a t o a i
v i a g g i
e d a l b u s i n e
s s i n R u s s i a |
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a n P i e t r o b u r g o |
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| C
e n n i s t o r i c i |
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Sorge in riva al Mar Baltico,
quasi al culmine del golfo di Finlandia, sul delta di un emissario del
lago Ladoga, la Neva, che qui si divide in numerosi bracci; di questi i
più importanti sono chiamati la Grande, la Media e la Piccola Neva.
Dal fiume e dai suoi bracci sono stati derivati molti canali. Grazie a
uno di questi, il Canale Marittimo, navi di grosso tonnellaggio possono
raggiungere il porto (vasto ben 7 kmq), e in ogni stagione perchè
i rompighiaccio ne assicurano l'accesso anche per i 150 giorni di gelo
che si registrano annualmente a San Pietroburgo. La città si estende
su numerose isole (oltre 110 collegate da più di 700 ponti) e su
brevi tratti di terraferma. |
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Nel periodo estivo ed in particolare
durante il solstizio fra l'11 giugno e il 2 luglio, San Pietroburgo offre
l' opportunità di assistere allo spettacolo delle Notti bianche.
Il sole cala verso l' orizzonte ma non tramonta praticamente mai: un'ora
fra il tramonto e l'alba in effettì c'è, ma un bagliore diffuso
permette di vedere la città magicamente «annebbiarsi».
Questo fenomeno è ancor più suggestivo dopo le una di notte,
quando i ponti sulla Neva si aprono per lasciare transitare i battelli
che risalgono il fiume e restano sollevati fino alle tre-quattro del mattino.
Si può assistere inoltre all'altro eccezionale
fenomeno dette aurore boreali, tipiche delle zone polari, che, per l'eccitazione
dei gas della ionosfera provocata dal Sole, riempiono il cielo di bagliori
infuocati.
Il 29 maggio 1703 Pietro I il Grande firma l'atto di
nascita della città cui viene imposto il nome tedesco di Sankt Petersburg,
e si fa costruire una casa per seguire personalmente i lavori. Lo scopo
del nuovo insediamento era di costituire un bastione difensivo contro gli
Svedesi; per questo il primo nucleo è costituito dalla fortezza
dei Santi Pietro e Paolo. Scopo della nuova città è anche
aprire l' Impero verso Occidente; così, nel 1710, vengono trasferiti
da Mosca molti uffici di governo e, nel 1712, S. Petersburg,
col trasferimento della corte, diventa capitale dell'
Impero. |
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Alla morte di Pietro il Grande (1725),
gli abitanti della città sono già 100.000, ma bisognerà
attendere l'ascesa al trono di Caterina II la Grande (imperatrice dal 1762
al 1796) perche S. Petersburg acquisti una preminenza politica ed economica
indiscussa nel Paese, e raggiunga lo splendore architettonico e artistico
che oggi vediamo. Per contribuire all'ambizione di costruire una capitale
europea anche nell'architettura, Pietro e Caterina fecero chiamare numerosi
architetti ed artisti stranieri, e fra questi non pochi italiani. |
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Alcuni nomi che ritroveremo con maggior
frequenza sono quelli di Trezzini, Rastrelli, Quarenghi, Rossi, Rinaldi
e Rusca.
Dalla seconda metà del secolo XVIII la città
(ora chiamata Pietroburgo) fu centro importantissimo di attività
industriali, commerciali e culturali, e, nel XIX secolo, qui si svilupparono
movimenti politici significativi: primi fra tutti quello dei Decabristi
portò alla rivolta del 14 dicembre 1825, e il movimento populista
del 1870. Nel XX secolo vi accaddero fatti decisivi per le sorti della
monarchia e del Paese.
Nel 1991 un referendum popolare ha sancito il ritorno
al vecchio nome di San Pietroburgo, e "Peter" la chiamano oggi affettuosamente
i suoi abitanti. |
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| P
i a z z a d e l P a l a z z o |
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Per avere la migliore panoramica della
monumentale piazza è consigliabile entrarvi attraverso il Doppio
Arco di Trionfo. Eretto nel 1830 per celebrare la vittoria su Napoleone,
è opera del napoletano Carlo Rossi (1775-1849), ed è decorato
da sculture e bassorilievi di Demut-Malinovskij e Pimenov. Questo arco
è congiunto con le sedi, un tempo, dello Stato Maggiore Generale
e del Ministero degli Esteri (1819-1829), e l'insieme forma una facciata
semicircolare, di stile neoclassico, lunga 600 metri; è considerata
il capolavoro dell'architetto Rossi. |
Al di là della piazza, oltre
la Colonna di Alessandro (1834) che si innalza al centro, sorge il Palazzo
d' Inverno, fiancheggiato dagli edifici di quelli che furono il Corpo di
guardia (1837-1843: architetto Brjullov) e l' Ammiragliato. Opera di Bartolomeo
Francesco Rastrelli (1700-1771), che lo edificò nel 1754,
fu distrutto da un incendio e ricostruito nel 1837 , su disegni del Rastrelli
stesso. Fu sede della corte imperiale per due secoli. Di stile barocco
russo, è ricco di ori e marmi, stracarico di ornamenti. Occupa una
superficie di 2500 mq (con gli edifici annessi si raggiungono gli 8000
mq) e ha ben 1050 stanze. Il Palazzo e il complesso di edifici di cui si
è detto prendono oggi il nome di Ermitage e ospitano il celeberrimo
museo.
La costruzione dell'Ammiragliato durò 99 anni.
Iniziata per volontà di Pietro il Grande nel 1704 , fu condotta
a termine nel 1803, con numerose e non sempre felici modificazioni e aggiunte
di vari architetti. Il risultato finale fu una severa costruzione di stile
neoclassico. La sua guglia dorata, alta 72,5 metri, sulla cui punta sta
una banderuola con forma di caravella, è visibile da tutta la città.
Il palazzo dell' Ammiragliato si trova tra le due piazze più belle
di San Pietroburgo, la piazza del Palazzo e la piazza dei Decabristi. Su
du esso convergono le tre grandi arterie del centro storico, la prospettiva
Nevskij, la via Dzersinski e la prospettiva Majorov. |
| I
l M u s e o E r m i t a g e |
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L' Ermitage è il
più grande museo della città e uno dei maggiori, per vastità
e importanza, del mondo. Occupa il complesso di edifici che costituivano
la residenza della corte imperiale tra la piazza del Palazzo, la via Chalturin
e il lungofiume. Questi edifici, tutti collegati fra loro, costituiscono
un complesso architettonico di particolare suggestione.
La fondazione dell' Ermitage risale al 1764. Qui confluirono
anche le opere migliori che si trovavano nei palazzi imperiali fuori città
e le raccolte espropriate a famiglie dell'aristocrazia e a ricche famiglie
borghesi. Nel periodo fra le due guerre arrivarono al museo numerosi
preziosissimi reperti frutto delle scoperte delle missioni
archeologiche in Asia. |
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L ' Ermitage, fra quadri, sculture,
opere grafiche, reperti archeologici, monete, medaglie e oggetti d'arte
d'ogni genere, racchiude oggi ben 2.700.000 pezzi ripartiti in 400 sale.
Il percorso completo di visita misura 24 chilometri.
Le collezioni sono divise per argomenti in sezioni:
- culture primitive dal paleolitico agli slavi;
- arte delle regioni orientali della CSI;
- arte del vicino e medio-oriente;
- antichità classiche;
- cultura e arte russe;
- arte dell'Europa occidentale (le sale da 207 a 241
sono dedicate alla pittura italiana;
- arte orientale;
- numislnatica.
Per visitare il Tesoro dell'Emitage, che annovera l'eccezionale
raccolta degli ori di straordinaria fattura degli antichi Sciti, occorre
un biglietto supplementare: il numero dei visitatori giornalieri è
limitato |
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l M u s e o R u s s o |
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| Il Museo Russo venne fondato nel 1895
dallo zar Nicola I per esporre al pubblico le collezioni dello zar Alessandro
III al fine di avere nella cappella imperiale un museo corrispondente alla
più celebre Galleria Tretyakov di Mosca. |
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Sistemato nel palazzo Mikhailovski,
edificio neoclassico, costruito da Rossi all'inizio dell' 800 fu inaugurato
nel 1898. A tal fine vennero radicalmente rimaneggiati gli interni: del
lavoro di Rossi rimasero soltanto la scalinata centrale e la "sala bianca". |
s
| L
a C a t t e d r a l e d i S. I s a c c o |
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Fra la piazza dei Decabristi e la vicina
piazza Sant' Isacco si trova la Cattedrale di Sant' Isacco. La costruzione
dell'attuale chiesa, la quarta, fu affidata dallo zar Alessandro I, nel
1819, al francese Auguste Montferrand che la terminò nel 1858. Fra
le chiese di San Pietroburgo è da tutti ritenuta, se non la più
bella, certamente la più sfarzosa. La cupola dorata è alta
101 ,5 metIi; 112
colonne di granito rosso, monolitiche, reggono i quattro
portici; 112 colonne anche all'interno, e numerosissime statue, verrate
e mosaici, decorazioni d'oro, di bronzo e di marmo. Misura 111,2 metri
di lunghezza e 97,6 di larghezza e può accogliere 14.000 persone.
Dalla cupola si gode una splendida panoramica sulla città e sul
golfo di Finlandia. (ingresso a pagamento) |
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Al centro della piazza
spicca il Monumento equestre a Nicola I Romanov ( 1859), opera dello scultore
pietroburghese Peter
Klodt. All'inizio del viale dei Sindacati, l'anrico Maneggio
dei Cavalieri della Guardia, palazzo di stile neoclassico, è opera
del Quarenghi. I Dioscuri della facciata sono copie di quelli di piazza
del Quirinale a Roma.
A sud della piazza, superato il canale Mojka attraverso
il corto e largo ponte Bleu (Sinij most), si incontra il Municipio che
ha sede nel palazzo Marinskij (1844), pregevole opera del tedesco Srackenschneider.
Sull'isola Nuova Olanda (così chiamata per ricordare il soggiorno
olandese di Pietro il Grande), al centro di un gruppo di edifici settecenteschi,
si erge un arco di granito chiamato Nuova olanda ( 1713) , opera del francese
Vallin de la Morhe. |
Sull'altra sponda del Mojka, nel Palazzo
dei principi Jusupov (fine '700), pregevole opera neoclassica del Quarenghi,
nel 1916 morì assassinato, vittima di una congiura di palazzo, il
famoso Rasputin, monaco con fama di veggente, influente consigliere
dell'imperatrice Alessandra. Si visitano le splendide
sale delle feste e dei concerti e il delizioso teatrino di 150 posti con
palchi e gallerie, un Bolshoy in miniatura. |
| L
a F o r t e z z a dei S. S. P i e t r o e
P a o l o |
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Il primo nucleo della città
(detto Parte di Pietroburgo) si sviluppò sul gruppo di isole fra
la Grande e la Piccola Neva. Dal lungofiume Petrovski (Petrovskaya Nabereznaya)
si gode una splendida panoramica della Neva, qui particolarmente ampia,
dei
ponti e del centro storico che si vede sulla riva opposta.
A metà, circa, al di là di un giardino, sorge la Casetta
di Pietro il
Grande (Domik Petra I): quattro sole stanze, ancora con
l'arredamento originale. Come già si è detto, lo Zar la fece
costruire nel 1703 per seguire personalmente i lavori di edificazione della
città. Proseguendo lungo il fiume si raggiunge il grande edificio
bianco e blu dell' Accademia Navale. |
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La fortezza di Pietro e
Paolo (Petropavlovslaja krepost) fu voluta, ne11703, da Pietro il Grande
per difendere i diritti dell'impero nel Mar Baltico, allora dominato dagli
Svedesi. La progettò il ticinese Domenico Trezzini e i lavori si
prolungarono fino al 1733. Quando la potenza russa nel Baltico fu tale
da non dover più temere il predominio svedese, la fortezza divenne
un carcere, soprattutto
per gli oppositori politici. Fra i primi prigionieri
illustri fu Alessio, figlio unico di Pietro il Grande, fiero oppositore
della politica paterna, accusato di complotto e condannato a morte nel
1718. Lo seguirono numerosissimi altri: molti decabristi, il famoso scrittore
Fedor Dostojevskij (1849), Michail Bakunin (1872), il fratello di Lenin
Aleksandr (1887), Maksim Gorki (1889) e molti altri ancora. La fortezza-carcere
divenne museo nel 1922.
Superati il lungo ponte di legno e la Porta di San Giovanni
(Joannovskije vorota), si entra nella fortezza attraverso la Porta di Pietro
(Petrovskije vorota) del 1718, simile a un arco di trionfo, fregiata ancora
della zarista aquila bicipite. Dall'una e dall'altra parte dell'ingresso
si ergono i bastioni, detti dello Zar e di Mensikov (per 2 anni, dopo la
morte di Pietro I, effettivo sovrano di Russia). All'interno, sulla sinistra,
si vede la Casa degli ufficiali del Genio (Inzenjernyj dom), nota anche
come Casa degli ingegneri, della metà del XVIII secolo; a destra,
l' Arsenale di artiglieria, dell'inizio del XIX secolo. |
Di fronte, al centro di uno spiazzo,
la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (PetroPavlovskij sobor), opera del
Trezzini realizzata fra
il 1712 e il 1733, fu distrutta da un incendio e ricostruita
dal Rastrelli nel 1750. È di stile olandese, a pianta basilicale
con cupola centrale. Ad Antonio Rinaldi (dal 1752 a San Pietroburgo) si
deve la guglia dorata, alta 60 metri, che regge un angelo che porta la
croce. Sul pronao, la torre di 122 metri reca un carillon che ogni sei
ore (alle 6,12,18 e 24) suona l'inno russo. L'interno è di stile
barocco. Grandiosa è l'iconostasi in legno dorato con il pregevole
portale dello Zar. La tomba di Pietro il Grande è alla destra dell'
iconostasi. Quasi tutti gli zar Romanov, con le zarine, sono sepolti qui
(mancano solo Pietro II, Ivan IV e Nicola II, l'ultimo zar) in tombe monumentali
di marmo bianco; quelle di Alessandro II e della moglie sono di diaspro
verde e quarzo rosa.
La Casa della barca di Pietro (Dom botika Petra I) fu
costruita (1761) accanto alla cattedrale per custodire la nonna della marina
russa, cioè l'imbarcazione con la quale il giovane
Pietro imparò l'arte della navigazione. La «nonna» è
oggi al Museo della Marina. Di fronte alla cattedrale sorge la Zecca (Monetny
dvor), tuttora attiva: il palazzo, del 1716, fu rimodernato nel 1800. A
sinistra della Zecca, il Bastione Trubezkoj (1872) fu il carcere più
duro di tutta la fortezza: 72 celle che incutono orrore. Dopo il bastione,
a destra si apre la porta che conduce al Rivellino Alecsejevskij, carcere
di 18 celle completamente circondato dall'acqua. Sul lato delle mura meridionali
si incontra la Casa del Comandante (Komendantshij dom), della prima metà
del XVIII secolo, il luogo dove venivano «interrogati» i prigionieri;
e il Corpo di Guardia (Cauptvachta). Dietro, la porta sulla Neva conduce
allo scalo del Comandante (Komendantskaja pristan). Di fronte al fiume,
dal Bastione Naryskin (bastion Naryskina) ogni mezzogiorno viene sparato
un colpo di cannone. Per completare la visita, superato il Bajlione Sotov
(Sotova bastion), si può raggiungere Porta Nikolai (Nikol'skije
vorota), del 1730, nota anche come porta della morte perche di qui passavano
i condannati alla pena capitale per raggiungere il luogo dell'esecuzione. |
| L
a P r o s p e t t i v a N e v s k i j |
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| Prospettiva Nevskij, 4 chilometri e
mezzo di lunghezza, taglia la penisola delimitata dalla riva sinistra della
Neva che descrive una grande ansa. Intitolata al Santo principe Aleksandr
Nevskij di Novgorod e Vladimir (1220-1263) che vinse gli Svedesi sulla
Neva, è la via più importante di San Pietroburgo per le chiese
e i palazzi che sono via via venuti ad abbellirla nel corso dei secoli,
e anche per i negozi, i cinema, i ristoranti, i caffè e gli uffici
che la rendono il centro vitale della città. Vicini sono anche numerosi
musei, teatri e sale da concerto. |
La prima parte è
la più movimentata e interessante: la percorriamo, dunque, incominciando
dall'Ammiragliato. Il Palazzo dei Dogi (n. 9, all'angolo con via Gogol)
è di stile decisamente veneziano. Fu edificato nel 1912 per la banca
Wollenberg. Due case tra le più antiche della via, con interessanti
ornamenti in stucco sono ai numeri 8 e 10. Il celebre Caffè Wulf,
frequentato da Puskin, è poco oltre, al n. 18.
Oltre il canale Moika, che si attraversa sul Narodni
most, a sinistra sorge la Chiesa Olandese (1837) che ricorda il mausoleo
di Diocleziano di Spalato: oggi è una biblioteca. Al n. 17, di fronte
alla chiesa, il barocco Palazzo Stroganof (Stroganovskij dvoriez), opera
del Rastrelli, fu edificato fra il 1752 e il 1754. L'interno fu rifatto
parzialmente da Andrej Vorocinin (1759-1814) nel 1760. |
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| Quasi di fronte al tempio, la piazza
Kazan (Kazanskaja ploscad) è dominata dalla maestosa Cattedrale
di Nostra Signora di Kazan (Kazanskij sobor) , voluta da Nicola I. È
opera del Voronichin che, per desiderio dello Zar, si ispirò alla
Basilica di S. Pietro di Roma. Fu edificata fra il 1801 ed il 1811. Le
144 tozze colonne del porticato a semicerchio che abbraccia la piazza danno
una impressione di semplicità e forza che si ripete anche all'interno,
fra le 56 colonne di granito rosa e la possente cupola che, con la cuspide,
raggiunge i 70 metri. |
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Di fronte alla cattedrale si ergono
le statue dei generali Kutuzov (la cui tomba è nella Chiesa) e Barclay
de Tolly, nel 1812 comandanti dell'esercito imperiale. All'angolo col canale
Gribojedov si trova la più fornita libreria della città,
la Casa del libro (dom knigy): vi si trovano tutte le edizioni russe e
qualcuna straniera. Oltre il piccolo ponte della Banca, ornato di grifoni,
alla sinistra si vede la Chiesa della Resurrezione, detta anche del Sangue
Versato o del Salvatore. Fu voluta dallo zar Alessandro III sul luogo in
cui il padre Alessandro II era stato assassinato da congiurati nel marzo
del 1881. Opera di A. Parland e I. Makarov, fu edificata fra il 1897 e
il 1907 ad imitazione delle chiese moscovite del XVI-XVII secolo e in effetti
richiama la Cattedrale di San Basilio. |
Poco oltre, sulla sinistra si dirama
la via Brodski (uliza Brodskogo) che porta alla Piazza delle Arti, capolavoro
scenografico, di stile neoclassico-palladiano, di Carlo Rossi, che vediamo
più in dettaglio nel capitolo seguente. Un negozio lungo un chilometro
...
Proseguendo lungo la prospettiva Nevskij, si incontra
l'ex duomo barocco di Santa Caterina (1783), cattolico, progetto di Vallin
de la Mothe, dove è sepolto Stanislao Poniatovski, l'ultimo re polacco.
Sull'altro lato, il palazzo sede dell' Antica Duma (il consiglio comunale
della città) è opera del Quarenghi del 1784 e oggi ospita
una sala per concerti. Dalla torre, che fu aggiunta nel 1802-1824 (architetto
Ferrari), venivano segnalati gli incendi e le inondazioni; di qui il soprannome
di torre dei pompieri. La Chiesa Armena (1779), che si incontra al n. 42,
è un elegante edificio bianco e azzurro, disegnato dal Felten. Sull'alto
lato della strada, la Casa dei Mercanti (Gostinyj Dvor) del 1785 si allunga
per oltre 1 km. Vi lavorarono il Rastrelli e il de la Mothe ed è
sede del più vasto centro commerciale della città.... e una
biblioteca con 22 milioni di libri. |
| Oltre Sadovaja Ulica, il
grandioso edificio dell'immensa Biblioteca Pubblica di Stato Saltykov Scedrin
fu costruito verso la fine del XVIII secolo dal russo Sokolov. Il Rossi
ne curò l'ampliamento fra il 1828 e il 1832, mutandone anche l'orientamento
con la costruzione della facciata principale, di stile impero, sulla piazza
Ostrovskij Piazza Ostrovskij |
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Questa piazza dovrebbe intitolarsi
al Rossi perche, tranne l'imponente monumento a Caterina II (1873 ), a
lui si devono gli edifici che la circondano e perfino le lanterne a petrolio
che la ornano. Particolarmente bello è il Teatro Puskin (1828-1832),
di stile impero, che sorge in fondo alla piazza, da molti ritenuto un capolavoro.
Alle spalle del teatro corre la via Rossi (uliza Rossi), la più
corta della città (22 metti) e una delle più belle nella
armonia delle proporzioni.
Tornando sulla prospettiva Nevskij si raggiunge, all'angolo
con il lungofiume Fontanka, il Palazzo Anichov, il più antico della
via. Iniziato nel 1741 dal russo Zemcov, fu modificato e ampliato da vari
architetti fra i quali il nostro Quarenghi. Fu dimora dei favoriti delle
zarine Elisabetta e Caterina II, e dello zar Alessandro III. Il palazzo
prende il nome dal colonnello che diresse i lavori del vicino ponte sul
fiume Fontanka, anch'esso a lui intitolato. Il fiume segnava, all'inizio
del secolo scorso, il limite della città. Il Ponte Anickov è
celebre per i 4 gruppi in bronzo dei domatorl di cavalli, capolavori dello
scultore Pett Klodt, realizzati fra il 1839 e il 1850. |
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La prospettiva Nevskij
termina nella piazza Aleksandr Nevs'kij, davanti al Monastero Aleksandr
Nevskij della Santissima Trinità, uno dei quattro «lavra»,
cioè Monasteri ortodossi privilegiati rispetto ai «Monastyr»
perchè sedi di un Metropolita e di un Seminario (gli altri tre sono
quelli di Sergiev Posad, presso Mosca, di Kiev e di Volyn in Ukraina).
Lo volle Pietro il Grande nel 1710 perchè la sua capitale doveva
avere un Lavra degno di reggere il confronto con gli altri tre. Cinto da
mura massicce, il complesso appare una vera e propria fortezza che racchiude
sette chiese e tre cimiteri. L'imponente Cattedrale della Trinità,
di stile classico, è la più importante e sfarzosa. |
| La costruzione, iniziata dal Trezzini
nel 1776, fu portata a termine nel 1790 sotto Caterina II dal russo Ivan
Egorovic Starov (1745-1808). Il gusto della zarina per lo sfarzo è
particolarmente evidente negli interni sovraccarichi di ornamenti. Dei
tre cimiteri del Monastero, quello di San Lazzaro è il più
antico della città e vi sono sepolti illustri scienziati, scultori
e architetti. Nel cimitero di Tichvim, a destra appena dopo l'ingresso,
sono le tombe di letterati e musicisti quali Dostojevskij, Ciaikovskij,
Rubinstein, Rimskij Korsakov e altri. |
| G
i a r d i n i e D i m o r e |
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| Da piazza del Palazzo parte la via
Chalturin (Chalturina uliza), una delle più antiche e aristocratiche
di San Pietroburgo. Oltrepassato il Canale d'Inverno, al n. 5 si trova
il Palazzo di marmo (1785- architetto Rinaldi), in uno stile che accomuna
elementi barocchi e neoclassici. Tutto di marmo, all'interno e all'esterno,
venne donato da Caterina II al suo amante Orlov. |
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La piazza Suvorev (Suvoroskaia pl.),
dove termina la via, è dedicata all'eroe della guerra contro i Turchi
(1729-1800) che nella scultura del Koslovski ha l'atteggiamento del dio
della guerra. Il ponte Kirov (Kirovskij most), il più lungo di San
Pietroburgo, la collega alla "parte di Pietroburgo". Dalla parte opposta
al ponte, si apre il Campo di Marte (Marsovo polie). Accanto al Campo di
Marte scorre il Canale dei cigni (Lebjazii kanal) che Io separa dal Giardino
d'estate (Letnii sad), uno fra i più belli del mondo, circondato
da una cancellata in ferro battuto alternata a colonne di granito. |
| Il giardino, progetto del Trezzini, fu voluto da
Pietro il Grande e ricorda i giardini francesi e olandesi del tempo: alberi
rari, laghetti, serre, labirinti di siepi, voliere, lunghi viali con grandi
statue (per la maggior parte opere di artisti italiani) e fontane con giochi
d'acqua. |
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A nord del giardino, verso la Neva,
sorge il Palazzo d' Estate (1711), grazioso e raffinato, che bene risponde
allo scopo per il quale Io progettò il Trezzini: luogo di relax
e divertimento per i membri della famiglia imperiale e i loro invitati.
A sud del giardino d' Estate, lungo il canale Mojka,
in Nabereznaia Reki Mojki al numero 12, si visita l'Appartamento - Museo
di Puskin arredato con mobili del tempo. Fra i cimeli, da notare è
Io studio dello scrittore dove è esposto il biglietto ingiurioso
che diede origine al duello mortale del gennaio del
1837. Oltre il canale Mojka, sulla via dei giardini
(Sadovaja ul.) il Castello degli ingegneri (Inzenernyi zamok), fu realizzato
fra il 1797 e il 1800 dagli architetti Rossi e Brenna per Io zar Paolo
I che voleva una dimora sicura contro i nemici di palazzo. Ne sortì
una vera e propria fortezza con larghi fossati, ponti levatoi, accessi
tortuosi, passaggi sotterranei, scale nascoste. Non servì, però,
a proteggere Io Zar, ucciso dai congiurati soltanto quaranta giorni dopo
avervi preso dimora. La fortezza fu poi modificata e divenne scuola del
genio militare. |
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A est del fiume Fontanka si trova il
Palazzo Tauride (Tavriceskij dvorec) disegnato dall ' architetto Startov
nel 1789. Il titolo di "principe di Tauride» era stato conferito
da Caterina II al Potemkin, il conquistatore della Crimea, anticamente
chiamata, appunto, Tauride. L'esterno del palazzo, caratterizzato da un
portico a colonne, è di forme severe e non ha riscontro con l'interno,
sontuoso nell' arredo e ricco di affreschi, fregi, stucchi dorati e lampadari.
Per sontuosità il giardino, con alberi secolari e rari, serre di
fiori esotici, laghetti e ampi viali, eguaglia gli interni del palazzo.
Poco oltre l'ingresso al palazzo (uliza Voimova 47- metro
Cernysevskaja), sulla piazza Rastrelli sorge il complesso del Monastero
Smol'nyj (Smol'nyj monastyr). Il nome deriva dalla parola smola, cioè
«catrame»: in quest' area, infatti, si preparava il catrame
per impermeabilizzare le navi. L'imperatrice Elisabetta aveva affidato
al Rastrelli il compito di costruire un Monastero (nel quale si sarebbe
ritirata lei stessa) con un collegio per orfane. I lavori iniziarono nel
1748, ma l'architetto non potè completare il progetto perchè
Caterina Il, nel 1763, gli tolse l'incarico, e Rastrelli, quell'anno stesso,
lasciò definitivamente la Russia. Punto centrale del progetto del
Rastrelli era la Cattedrale della Resurrezione, che fu portata a termine
dallo Stasov, nel 1835, dopo l'intervento di non pochi altri architetti.
La Chiesa è di stile barocco russo, bianca ed azzurra, con cinque
enormi cupole cui fanno da corona numerose piccole torri. Sempre allo Stasov
si devono l'interno della Cattedrale e la splendida iconostasi. Nel cortile
ci sono altre quattro piccole Chiese. L'edificio centrale del Monastero,
la casa delle vedove e pensionato per orfane, venne più volte ingrandito.
L' ala sulla sinistra risale agli anni 1765 -1775; oggi appartiene all'Università. |
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l T e a t r o M a r i n s k i j |
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Costruito da Cavos nel
1860 è il massimo teatro della città per l'opera e la danza. |
| Ha tenuto a battesimo i
capolavori di tutti i grandi compositori russi dell' 800, ha visto passare
sul podio le bacchette più celebri del mondo e danzare i più
famosi ballerini. |
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d i n t o r n i d i S a n P i e t r o b u r g o |
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| Z a
r s k o e S e l o (V i l l a g g i o d e l l o
Z a r) |
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Qui, immerse nel verde,
con Elisabetta I, furono la residenza estiva degli Zar e quelle dei nobili
e dei ricchi borghesi vicini alla corte. Il villaggio collegato a San Pietroburgo
dalla prima ferrovia russa (1837) e fu anche il primo ad avere la luce
elettrica (1887). |
| Zarskoe Selo conserva molti
edifici del '700, ma quello di gran lunga il più importante è
il Palazzo di Caterina (1752/7), una delle migliori opere del Rastrelli,
di stile rococò. Fu costruito per volere dell'imperatrice Elisabetta
I. Magnifici sono gli appartamenti decorati dal Rastrelli e dal Cameron. |
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Particolarmente notevoli
sono la Sala Grande, dei ricevimenti; la Sala Bianca, da pranzo; la Sala
blu dei ritratti; il gabinetto d' ambra, la Galleria di pittura, la Cappella
imperiale.
Alle spalle del palazzo, nello splendido parco in parte
«alla francese» e in parte «all'inglese», sono
sparsi begli edifici opere di vari architetti fra i quali il Rastrelli,
il Monighetti e il Quarenghi: in particolare a quest'ultimo si deve l'imponente
Palazzo Alessandro, neoclassico, eretto fra il 1792 e il 1796. Un cenno
a parte merita la piramide, che Caterina II volle come cimitero per i suoi
cani.Orari di apertura e giorni di chiusura variano spesso: è quindi
prudente informarsi in loco. |
Qui visse anche Puskin
dal 1811 al 1817, e frequentò le classi liceali. Il Liceo, appunto,
opera del Quarenghi, e il monumento di Puskin eretto (1899) nel giardino
per commemorare il centenario
della sua nascita, sono tappa obbligata per i suoi ammiratori,
ma non la maggiore attrattiva della località. |
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A 6 km da Puskin, sulle
rive del fiume Slavianka, in mezzo a un parco confinante con quello di
Zarskoe Selo, sorge il bellissimo Palazzo Imperiale di Pavlosk. Edificato
nel 1782 su progetto del Cameron, fu in parte distrutto per un incendio
(1803) e fedelmente ricostruito dai maggiori architetti del tempo quali
Quarenghi, Rossi e Voronichin. |
| Le sale del primo piano
(45), alcune altissime, sono arredate con mobili originali. Numerosi gli
oggetti preziosi in esse esposti fra i quali molti e rari orologi. Il parco,
vastissimo, non è da meno del palazzo, con sculture e padiglioni.
Orari di apertura e giorni di chiusura variano spesso: è quindi
prudente informarsi in loco. |
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| P e
t e r h o f |
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| Visite da metà maggio a metà
settembre dalle 11,000 alle 18,00. Gti edifici più importanti sono
aperti tutto l'anno Collegamenti da San Pietroburgo con l' aliscafo (30
minuti) in partenza da piazza dei Decabristi e dall'Ermitage. Nel golfo
di Finlandia (29 km da San Pietroburgo), Pietro il Grande, di ritorno da
un viaggio in Europa, sognò una nuova Versailles in Russia. Nel
1714 i lavori furono affidati al francese Alexandre Le Blond che iniziò
la costruzione del Palazzo Grande (Bol'soj Dvorez) e curò la disposizione
del vastissimo parco di circa 800 ha. Il palazzo, inaugurato nel 1723,
fu ampliato (1745) dal Rastrelli al quale si devono le due ali, le gallerie,
la cappella e il Padiglione dell' Aquila Imperiale. L 'interno è
sfarzoso fra sale barocche e sale neoclassiche, per la maggior parte secondo
il gusto di Caterina II, in particolare il salone da batto. |
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| Vale la pena di salire sulla terrazza
per godere Io scenario indimenticabile del parco e del golfo di Finlandia.
Il parco, davvero favoloso, è diviso dal palazzo in due parti: superiore
e inferiore. Il primo, disegnato dal Rastrelli, si trova alle spalle del
palazzo. Di fronte al palazzo, a fianco della Grande Cascata vanno digradando
scale fra bassi terrapieni abbelliti da aiuole, 255 statue e 64 fontane.
In fondo l'acqua si raccoglie in una vasca al centro della quale, dalla
scultura dorata di Sansone che lotta con il leone (copia del 1947 dell'
originale trafugato) , si alza un getto d' acqua di 21 metri. I due padiglioni
marmorei con portico, ai lati della cascata, sono opera dell'architetto
Voronichin. Dalla vasca si diparte il canale marittimo, lungo 400 m, che
congiunge il palazzo al mare. |
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Nella parte orientale del
parco inferiore, oltre l'Orangerie (aranceto), si trova la Cascata della
scacchiera, così chiamata perche gli ampi piani digradanti di marmo
bianco e nero ricordano, appunto, una scacchiera. Lungo la cascata, una
scalinata è arricchita di numerose statue, opere di scultori italiani
del '700. Ai suoi piedi si vedono le Fontane romane, cosiddette perchè
repliche di celebri fontane di Roma. Caratteristica è la vicina
Fontana della piramide realizzata con 505 tubi di diversa altezza, e di
posti in ordine piramidale.
L' approvigionamento idrico per tutte le 150 fontane
e cascate del parco si deve a un sistema di vasi comunicanti ideato dall'ingegnere
russo Tuvolkov (1720) che, sfruttando i dislivelli naturali, attraverso
una rete digradante di canali lunga 40 km, convoglia l'acqua da colline
che distano dal palazzo 22 km. Vicino alla Fontana della piramide, a sinistra,
inizia il viale Marly.
E il principale del parco, lungo 2 km, e conduce al Parco
di Alessandro, che racchiude edifici interessanti quali una Chiesa gotica
con campanile a cupola affilata; il palazzetto, anch'esso gotico, noto
come «la fattoria», la graziosa villetta rustica.
Più oltre si incontra il Palazzo del belvedere,
piccolo, sul modello di tempio greco. E ancora: la Fontana del sole, con
16 delfini di bronzo dorato, e, sul lato opposto del viale, le fontane
della quercia, dell'omhrello e del piccolo pino, chiamate Fontane degli
scherzi, veramente caratteristiche per i giochi d'acqua che congegni vari,
autentici capolavori di artigiani russi del '700, sanno produrre. |
Poco lontano, Mon Plaisir ( 1714),
la casa di stile olandese di Pietro il Grande, ha una facciata che guarda
il mare, l'altra il parco. A esterni di linee semplici fanno da contrappunto
interni sfarzosi con pregevoli quadri di scuola olandese e fiamminga del
XVII e XVIII secolo. Delle 7 sale, particolare è il cosiddetto gabinetto
cinese. Alla sua realizzazione concorsero ben 4 illustri architetti: Le
Blond, Michetti, Rastrelli e Quarenghi. Il viale Marly è abbellito
da altre due fontane: la Fontana di Adamo e la Fontana di Eva, realizzate
(1718) dall'italiano Bonazzi, su disegno del Michetti. L' Ermitage (1724
- architetto Braunstein), non lontano dalla Fontana di Eva, è un
piccolo capolavoro di edificio destinato a limitate riunioni conviviali.
Oltremodo interessante l'interno: non essendoci scale, gli ospiti venivano
fatti salire al piano superiore grazie a un sistema di carrucole (una specie
di ascensore), e qui restavano completamente isolati perchè anche
la tavola, per essere imbandita, scendeva per mezzo di appositi congegni.
Alle pareti quadri europei del XVII e del XVIII secolo.
Alla fine del viale, il Palazzo Marly, in stile Luigi XIV, risale al 1723
e conserva preziosi arredi. Poco più avanti, la Montagna d'oro,
dai lastroni di marmo bianco e di rame dorato, è la cascata corrispondente
di quella della scacchiera. |
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