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B e n v e n u t i   s u
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I l  p r i m o  p o r t a l e  i n  i t a l i a n o  d e d i c a t o  a i  v i a g g i 
e d  a l  b u s i n e s s  i n  R u s s i a

 
M o s c a
B r e v i  c e n n i  s t o r i c i
Nell'autunno del 1997 Mosca, capitale della Federazione Russa, ha festeggiato sontuosamente gli 850 anni della sua storia. La
prima testimonianza scritta risale al 1147, epoca del principato di Yuri Dolgoruki ma la città è molto più antica: sull'attuale territorio del Cremlino sono stati condotti scavi archeologici che hanno dato alla luce i resti di un'antichissima fortezza del sec XI, mentre i primi insediamenti risalgono al secondo millennio A.C. Come la maggior parte delle città europea, Mosca nacque come una fortezza, denominata "Kreml" - Cremlino.  Il Cremlino sorse su un alto colle boscoso situato sul prontuario della confluenza dei fiumi Moscova e Neglinnaia. Inizialmente fu circondato da mura in tronchi di legno, bastione di terreno e fossato riempito d'acqua, e
successivamente, durante il principato di Dmitri Donskoi nel 1367, vennero costruite le mura di pietra bianca; un secolo dopo, durante il regno del sovrano di tutte le Russie, Ivan III, vennero erette le mura in mattoni rossi (1485-1495) che si possono ammirare tuttora. A partire dal sec XII Mosca si mise a capo dei principati feudatari dell'antica Rus e crebbe velocemente. All'incrocio delle vie fluviali e terrestre prosperarono commercio e artigianato. Attorno a Mosca si riunirono i principati di Cernigov, Smolensk, Tver, Vladimlr e Suzdal, Riazan. La vita di una città medioevale era tutt'altro che tranquilla e si dovevano contrastare le invasioni continue dei tartari dal sud, dei lituani e dell'Ordine cavalleresco livonico dal nord e dall'ovest, mentre non cessavano le guerre intestine tra i principi russi.  I secoli XIII-XIV sono passati alla storia come il periodo del giogo tartaro durante il quale i principati russi erano costretti a pagare il tributo all' Orda d'oro, ne dipendevano politicamente e nonostante ciò venivano continuamente messi a saccheggio.  Mosca, che si trovava in mezzo a boschi fitti, venne costruita in legno come del resto tutte le città russe e più volte venne ridotta letteralmente in cenere. Con gli scavi archeologici sono stati trovati diversi strati molto spessi che si riferiscono alle diverse epoche della capitale russa. Ci volle un intero secolo di battaglie ad oltranza affinche la Russia si liberasse del giogo tartaro: iniziò con la saguinosissima battaglia di  Kulikovo nel 1380 sui confini sud della Russia e sulle rive del Don. L' esercito russo ai comandi del principe di Mosca, Dmitri del Don, sacrificò circa 100 mila soldati e vinse la battaglia che passò nella storia del Paese e trovò numerosissimi riscontri nelle cronache e fiabe russe. Ciononostante, le incursioni tartare perdurarano per un altro secolo fino al 1480, quando il bisnipote di Dimitri del Don, principe Ivan III, riuscì definitivamente ad averne la meglio.
Già nel secolo XIII il Cremlino di Mosca si trovò circondato da numerosissimi borghi e villaggi protetti da fortificazioni molto 
potenti, così nel 1538 vennero costruite le mura della Kitai-gorod con molte porte protette da torri.  Attualmente se ne possono vedere alcuni tratti nei pressi dell' hotel Metropol e davanti alla facciata dell'albergo Rossia.  Nel periodo 1586 - 1593 vennero erette le mura della Città bianca che seguirono il tracciato dell'attuale Anello dei boulevard, lunghe 10 km con 27 torri ma purtroppo non si sono conservate sino ai nostri giorni. Le prime costruzioni in pietra vennero realizzate a Mosca nel sec XIII all'epoca del principe Daniil che fondò nel 1272 il monastero Danilov (di S. Danilo) in qualità di  avamposto sud di Mosca. 
Le Cattedrali del Cremlino
Attualmente tale monastero ospita la residenza del Patriarca di Mosca. A partire dal sec XV iniziò la costruzione di Chiese in pietra nei borshi e villaggi che circondavano il Cremlino mentre nel Cremlino stesso i templi in pietra vennero realizzati durante il principato di Ivan Kalita nel sec XIV. Si tratta  della Cattedrale dell'Assunzione (Blasovescenski) e della Cattedrale dell'Arcangelo (Arkhanshelski). Per commemorare la battaglia di Kulikovo vennero costruiti la Chiesa di tutti i Santi (sulla ulitsa Solianka), il Monastero Vysoko-Petrovski (sulla ulitsa Petrovka) ed il Monastero Rozdestvenski (sulla ulitsa Rozdestvenka) dove trovarono rifugio le vedove e gIi orfani dei soldati caduti. Lo stato della Moscovia godeva nel XVII secolo di ampi rapporti internazionali. Nella città di Mosca, che contava all'epoca una popolazione di 200 mila unità, abitavano 28 mila stranieri tra medici, ingegneri, fortificatori, musicisti, commercianti, ecc. Con l'avvento al trono di Pietro l a Mosca venne avviata la costruzione civile, ma dopo la fondazione di S. Pietroburgo ed il trasferimento della capitale nel 1712 nella nuova città, lo sviluppo di Mosca si arrestò. Tutte le risorse edili vennero spostate nella nuova capitale ed a Mosca vennero esiliati i nobili non graditi, mentre la città si trasformò in un assieme di ville padronali che divennero tratto caratteristico dell'architettura cittadina. Un mese e mezzo  di occupazione napoleonica nel 1812 portò a Mosca innumerevoli danni. Nel sec XIX alla vecchia nobiltà moscovita subentrarono i nuovi padroni dei vecchi palazzi, industriali e commercianti.
Molte ville vennero aquistate dal comune per allestirvi orfanotrofi ed ospedali cittadini. L' abolizione della servitù della gleba diede un nuovo impulso allo sviluppo dell'economia urbana e dell'edilizia; di pari passo accanto ai palazzi dei nuovi magnati venivano costruiti anche grandi edifici con appartamenti che venivano concessi in locazione. Nacque infatti lo stile del modernismo russo, e ne fanno esempio i palazzi degli alberghi Metropol e National, gli edifici lungo le vie Kuznetski Most, Petrovka e Bolshaia Dmitrovka Negli anni venti di questo secolo prosperò invece il costruttivismo: le costruzioni moderne si trovano maggiormente nelle zone periferiche della metropoli, e se ne possono vedere alcuni esempi anche in centro città come 
il Palazzo dei congressi del Cremlino, l'albergo Rossia in Zariadie, quello Intourist in via Tverskaia, numerosissimi palazzi di abitazioni e l'intera prospettiva Novyi Arbat. Nell'arco dell'ultimo decennio è soprattutto restaurato e ricostruito il centro storico di Mosca con le tecniche più avanzate nel campo edile.

 
I l  C r e m l i n o    (Piantina della zona)
Il Cremlino di Mosca  costituisce l'insieme architettonico centrale della città ed è frutto degli impegni di numerosissime generazioni. Già alla fine del XIV secolo il Cremlino non riusciva più a contentere le nuove costruzioni ed il principe Ivan III lanciò una profonda ristrutturazione invitando a tale scopo dall'ltalia il famosissimo maestro Aristotile Fioravanti con i suoi allievi, nonchè i mastri dalle città russe di Pskov, Novgorod e Vladimir.
Nel XIV secolo vennero costruite le cattedrali Uspenski (delI' Assunzione), Blagovescenski (dell 'Annunciazione) e Arkhanghelski (dell' Arcangelo) che formarono la Piazza Sobornaia (delle Cattedrali) all'interno del Cremlino. L' insieme architettonico della piazza venne integrato dal Campanile Ivan Velikij (Ivan il Grande) e dalla Granovitaia Palata (Palazzo a Faccette); quest'ultimo serviva da sala principale del palazzo dei Gran principi e venne costruita da Marco Ruffo (Friazin) e da Pietro Antonio Solari. Nello stesso periodo vennero costruite le mura di mattoni che sostituirono quelle in pietra bianca ormai usurate. Il Cremlino assunse così il suo aspetto attuale. Il triangolo irregolare delle mura della fortificazione ha una lungezza totale di 2235 metri con uno spessore che va  da 3,5 a 6,5 metri e l'altezza variabile da 5 a 19 metri.  Le mura sono rafforzate da 18 torri, mentre i merli con strettoie proteggono un piazzuolo largo 2-4 metri. All'epoca l'intero Cremlino era protetto da tutti i lati anche dai fiumi Moscova e Neglinnaia, nonchè da un fossato largo 32 e profondo 12 metri dalla parte che dà attualmente sulla Piazza Rossa.  Inizialmente le torri erano più basse, ed i tetti attuali «a tenda» vennero aggiunti nel sec XVII.  Le porte Spasskie (del Salvatore) con un orologio a carillon servivano da ingresso principale nella fortezza.  Le funzioni delle altre torri si possono dedurre dai loro nomi: Vodovzvodnaia (dell'Acquedotto), Arsenalnaia (dell'Arsenale), Nabatnaia (Campana d'allarme)  ecc.  Le torri furono decorate di pietra bianca intagliata. Ogni secolo lasciò nel Cremlino una propria impronta. Nel sec XVII, durante la guerra contro gli svedesi, le mura vennero rafforzate con diversi bastioni e fossati e 40 anni dopo venne eretto un palazzo su progetto di V. Rastrelli per l'imperatrice Elisaveta. Nel 1780 M. Kazakov costruì iI bellissimo palazzo del Senato.
Le Cupole del Cremlino
Dopo la guerra del 1812 su progetto dell'architetto Thon vennero costruiti il Grande palazzo del Cremlino e l'edificio dell'Armeria (Oruzeinaia palata). La Cattedrale Uspenski (dell'Assunzione, 1475-1479) sorge sul posto del primo tempio realizzato completamente in pietra a Mosca nel secolo XIV su ordine di Ivan Kalità, che fu costruito a sua volta sui resti di due antichissime chiese di Mosca: una in legno del XII secolo ed una in pietra del  XIll secolo. La cattedrale fu realizzata dall'architetto italiano, Aristotile Fioravanti, con lo stesso stile della cattedrale Uspenski dei sec XII che si trova nell'antica cltta dl Vladimir. Per ben quattro secoli la cattedrale Uspenski servì da tempio maggiore della Russia; vi svolgevano le incoronazioni degli zar e venivano celebrate le ceremonle più solenni, venivano innalzati e sepolti I metropoliti e patriarchi di Mosca. Ci loro sepolcri che si trovano lungo le pareti interne della chiesa. La sua iconostasi alta 16 metri e con cinque file di icone, realizzata nel sec XVII, venne rivestita di argento dorato nel sec XIX, ed attualmente racchiude le icone, dipinte dal sec XI al sec XVII di grande valore storico ed artistico AII'affrescatura delle mura partecipò il grande pittore dell'epoca, Dionissi, con gli allievi della sua scuola.
Tra i monumenti dell'arte applicata vale la pena indicare il trono del sec XVI che apparteneva al primo zar russo, Ivan il Terribile; si tratta di un esempio unico dell'incisione di legno ad opera dei mastri russi sormontata da una bellissima tenda di legno. Nel 1489 i mastri russi di Pskov ultimarono la costruzione della Cattedrale Blagovescenski (dell'Annunciazione), una delle più belle opere del Cremlino di Mosca. Inizialmente si trattava di una piccola Chiesa a tre cupole e serviva come capella familiare alla famiglia del gran principe. Durante il principato di Ivan il Terribile vennero aggiunte altre due cupole e quattro piccole capelle, dopo di che il totale delle cupole venne portato a nove. Così la Cattedrale Blagovesenski si trasformò da una piccola e modesta chiesa familiare nel tempio principale della famiglia zarina. Sono molto famosi gli affreschi antichi della cattedrale cui  hanno contribuito  celeberrimi pittori russi come Teofan Grek, Andrei Rubliev e Prokhor di Gorodets. Dopo tutte le altre venne costruita la Cattedrale Arkhanghelski (dell'Arcangelo) sotto la direzione dell'architetto italiano Alevisio Friazin. I singoli frammenti degli affreschi originali permettono di presumere che fossero stati eseguiti dai maestri della scuola di Dionissi. Nuovamente la cattedrale venne affrescata nel XVII da un'equipe diretta da Simone Usakov.
La Cattedrale Arkhanghelski servì da cappella funeraria a principi e zar russi fino a Pietro l.  Ci sono 46 sepolcri con le lapidi in pietra bianca rivestita di rame. Il sepolcro più antico appartiene al principe Ivan Kaità morto nel 1340, mentre gli altri sono dedicati a Dmitri del Don, Ivan III, Ivan IV il Terribile ed ai suoi figli.
L'insieme architettonico della Piazza Sobornaia è dominato dal Campanile Ivan Veliki (Ivan il Grande) dal quale si può ammirare una vista panoramica di Mosca che si estende per ben 25-30 chilometri. I primi ordini vennero realizzati entro il 1508 da Bon Friazin. Altri due piani vennero aggiunti nel 1600 da Fedor Kon. Il campanile alto 81 metri dispone di 329 gradini che portano alla piazzuola superiore, mentre le fondazioni della costruzione sono interrate per dieci metri.
La Cattedrale della Dormizione
La campana più grande tra quelle sospese nell'edificio del campanile, pesa oltre 65 tonnellate. Ai piedi di Ivan Veliki si trova la più grande campana del mondo, la Zar-kolokol, che pesa 200 tonnellate. Durante la fusione della campana nel 1733-1735 scoppiò un enorme incendio durante l' estinzione del quale la campana si incrinò e fu lasciata nello stampo della fusione per altri 100 anni e solamente nel 1836 fu estratta e montata sul podio. La campana è riccamente decorata di ornamenti e diverse iscrizioni. Si trova appresso un altro monumento dell'arte fusoria russa, il cannone Zar-pushka, fabbricato per fusione da Andrei Cokhov nel 1586. Pesa 40 tonnellate e doveva sparare con tiro a mitraglia. Negli anni 1487-1491 gli architetti italiani, Marco Ruffo e Pietro Antonio Solari, procedettero alla costruzione della sala da ricevimento principale del palazzo del gran principi Granovitaia Palata (Palazzo a Faccette). Le mura della costruzione sono rivestite in lastre di calcare bianco che diedero infatti il nome al palazzo. Si tratta di una delle costruzioni civili più antiche di Mosca che ospitava all'epoca la più vasta sala della Russia: 495 metri quadrati  il cui soffitto a croce si poggia su un robusto pilastro centrale. Nella sala i principi e gli zar tenevano le riunioni con i boiari, ricevevano gli ambasciatori stranieri ed offrivano banchetti abbondanti in onore delle vittorie più importanti. Sopra l'ingresso della sala che porta all' anticamera venne allestita una piccola finestra «segreta» riservata alle mogli dei principi e degli zar che potevano osservare i banchetti e le ceremonie solenni; all'epoca era infatti vietato alle donne presenziare nelle compagnie maschili. Le mura ed il soffitto della sala vennero affrescati alla fine del sec XVI con soggetti biblici e religiosi. Tali affreschi sono stati ricostruiti nel 1668 dall'architetto russo Simon Usakov. Nei pressi del Grande palazzo del Cremlino nel 1850 l'architetto Thon innalzò il nuovo edificio delI 'Armeria (Oruzeinaia Palata) che ospitò le ricchissime collezioni di armamenti ed articoli di artiginato artistico raccolti per molti secoli. Fino al XVIII secolo l'Armeria funzionò non tanto come museo, quanto da azienda statale per la fabbricazione di armi, articoli in oro, argento e pietre preziose. Dopo che Pietro l trasferì i mastri più importanti a San Pietroburgo, l'Armeria si trasformò in un museo la cui rassegna contiene attualmente oltre 4000 oggetti tra cui armi di diverse epoche, una bellissima collezione di articoli in oro ed argento, troni degli zar, abiti e carrozze. Nel 1967 nell'edificio dell'Armeria è stata inaugurata una mostra del Fondo dei diamanti, dove vengono esposti pezzi unici in metalli e pietre preziose, corone degli zar incastonate di brillanti, i grandissimi diamanti «Orlov» e «Shakh» il più grande zaffiro del mondo, grandissime pepite e altro ancora.
Nella parte sud del Cremlino, ove sorgeva originalmente la casa padronale dei principi, si trova attualmente il Grande palazzo del Cremlino innalzato nel 1839-1850 dall'architetto russo Thon. La superficie totale del palazzo ammonta a 25000 m2, mentre la facciata è lunga 125 metri. Il complesso del palazzo integra diverse costruzioni antiche, il Palazzo dei Terem e nove chiese dei secoli XV-XVIII, mentre il secondo piano ospita una fuga di stanze di gala del palazzo dedicate agli ordini russi più importanti al valor militare. Quello supremo è l'ordine Gheorghievski (di San Giorgio) e la sua sala è decorata con lastre di marmo sulle quali sono scolpiti i nomi di  gloriosi reparti militari e dei cavalieri dell'Ordine di S Giorgio. Attualmente nella sala si svolgono i ricevimenti diplomatici e le decorazioni di onorificienze statali.  La sala seguente, Vladimirski (di S Vladimiro), è decorata con una cupola e stucchi dorati ed accede alle parti antiche del palazzo Granovitaia Palata (Palazzo a Faccette), Zolotaia Zarizyna palata (Palazzo d'oro della zarina) e al Teremnoi Dvorez (Palazzo dei Terem). Nel Grande palazzo del Cremlino vengono mantenuti in qualità di museo le stanze personali della famiglia imperiale rivestite di marmi e malachite e decorate di affreschi e stucchi, arredate di mobili preziosi ed arazzi. Il Teremnoi Dvorez (Palazzo dei Terem) dà un'idea degli usi e dei costumi all'epoca della sua costruzione; le stanze abitate occupavano i tre piani superiori, mentre lo zoccolo serviva da magazzino per generi alimentari. Sempre qui si trovavano i Masterskie palaty (laboratori) adibiti alla fabbricazione e conservazione degli abiti per gli zar. Nella stanza Perednia (anticamera) i boiari aspettavano di essere ammessi alle udienze con lo zar, quella Krestovaia (della Croce) era riservata alle riunioni e quella Prestolnaia (del Trono) serviva da studio personale dello zar.
Il Teremnoi Dvorez ospitava inoltre una serie di cappelle familiari per la parte maschile e femminile della famiglia sovrana. Nel periodo 1680-1681 tutte queste cappelle si trovarono raggruppate sotto un tetto unico sormontato da unidici cupolette poggianti su altrettanti tamburi decorati di quadretti di maiolica. La Zolotaia Zarizyna palata (Palazzo d'oro della zarina) che venne innalzata alla fine del sec XVI, faceva parte del palazzo precedente di Ivan il Terribile e serviva da sala di ricevimenti di gala delle zarine russe; il basso soffitto del palazzo fu decorato di affreschi su sfondo dorato.
Il palazzo Patriarsi (del Patriarca) a tre piani non era da meno per la lussuosità al palazzo degli zar. Era infatti composto da più edifici e Chiese collegati tra di loro con scale e passaggi. Attualmente ne sono disponibili alcune camere, la Cattedrale e la 
parte principale del palazzo la Krestovaia palata (Stanza della croce) dalla superficie di 239 m2, è decorata di quadretti di maiolica. Tale stanza ospita il Museo dell'arte applicata e degli usi e costumi del sec XVII.
Particolare delle Mura del Cremlino

 
L a  P i a z z a  R o s s a
La Cattedrale di San Basilio La Piazza Rossa si stende lungo le mura est del Cremlino ed è indissolubilmente legata al suo insieme architettonico E' limitata nella parte sud dalla Cattedrale Pokrovski (dell' lntercessione), nella parte nord dal palazzo del Museo storico e dalle Voskresenskie vorota (Porte dell'Ascensione) e nella parte est dalla Cattedrale Kazanski e dalla lunghissima facciata delle File commerciali Superiori (dove si trovano i magazzini GUM).  La Cattedrale Pokrovski (dell'Intercessione), più conosciuta come tempio di San Basilio il Beato, venne eretta in onore della vittoria per l'abbattimento del khanato di Kazan, nel 1554.
I mastri Barma e Postnik crearano un'opera architettonica unica nel suo genere, combinando simmetricamente su un unico zoccolo otto cappelle che circondano quella centrale coperta da un tetto a tenda. Ciascuna delle cappelle era dedicata ad una vittoria militare concreta, e tutte le cupole sono diverse tra di loro L'edificio in mattoni rossi si poggia sullo zoccolo di pietra bianca La costruzione durò dal 1555 al 1561. Nelle vicinanze imediate della cattedrale sulla cima di un colle venne allestita una specie di palco, Lobnoe mesto (Posto frontale), che serviva da tribuna per gli zar e l'alto clero che si rivolgevanoal popolo nei momenti cruciali degli avvenimenti storici.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

La Cattedrale di San Basilio d'inverno

 
L a  C i t t à  V e c c h i a
Nei pressi della Piazza Rossa, faceva parte della cosiddetta città cinese (Kitaj Gorod) un quartiere di artigiani e di commercianti:
è stata quasi radicalmente rinnovata, ma conserva ancora edifici e chiese che meritano di essere visitati dal turista attento. Chi ha tempo potrà anche godere di angoli suggestivi e romantici. Si può iniziare una camminata dalla via Kuibyscev (uliza Kuibisceva) che corre lungo il Iato sud dei magazzini Gum. Sulla destra, al numero 4, si trova l'imponente Corte dei Mercanti (Gostinyj Dvor), di stile neoclassico, disegnata dall'italiano Quarenghi nel 1800. Poco oltre, a sinistra, in Kujbysevskij Proezd sorge la chiesa del Monastero dell 'Epifania, uno dei migliori esempi del barocco russo, eretta alla fine del XVII secolo. Proseguendo si raggiunge la piazza Nuova (Novaja ploscad) sulla quale si affacciano il Museo Politecnico, ospitato in un palazzo del 1876 progettato dal Monighetti, e il Museo Storico della Ricostruzione di Mosca, ospitato nella ex chiesa evangelista di San Giovanni, costruita in stile neoclassico nel 1825.
Oltre la piazza Nuova, lungo la via Bogdan-Chmelnitski si trova la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, costruita in stile neoclassico, nel 1792, su progetto dell'architetto Kazakov, il preferito da Caterina la Grande. Sulla sinistra, oltre via degli Armeni (Armianski pereulok), in via del telegrafo (Telegrafny pereulok) si trova la Chiesa dell' Arcangelo Gabriele (1704/7), anche nota come torre Menscinkov, una delle più belle chiese barocche della città. Di fronte a via degli Armeni, in fondo a via Archipova (qui c' è anche l' unica sinagoga della città), il vicolo Nikitnikov è stato intitolato al ricco mercante che qui fece costruire la bella Chiesa della Trinità di Nikitniki (1645-1653), dall'architettura tipicamente russa, ricca di cupole, porticati, scale e piccole torri all'esterno, e con l' interno affrescato da un grande pittore del XVII secolo, Simon Usakov; oggi ospita una sezione del Museo Storico. Ritornando verso la Piazza Rossa, in via Soljanka si trova la Chiesa di Ognissanti di Kulilki, costruita nel 1380 e rifatta a più riprese. Ultima tappa del percorso è l'interessantissima via Razina, ricca di chiese e palazzi storici del XVI e del XVII secolo, quasi completamente restaurati. Merita una visita la Casa dei Boiàri Romànov (1565-1567), tipico esempio di dimora nobiliare russa, dove visse Mzchail Fjodorovic, il capostipite della dinastia. Oggi è un museo ed ospita anche una collezione di samovar, invero assai meno interessante della casa stessa e degli arredi.
Una delle tante Chiese di recente restaurate

 
 
 
 
 
 
O c h o t n y  R i a d
La grande arteria abbraccia il centro della città in un semicerchio che attraversa la piazza Teatralnaya sulla quale si affacciano
diversi teatri: il Bolshoy (1856) che significa «Grande», il Maly (1821) che significa «piccolo». Nella zona si trovano diversi antichi alberghi (Metropol, Moskva, National, Savoy), altri teatri e sale per concerti, la vecchia Università di Mosca (1786-1793) progettata dal Kazakov. Interessante è un giretto fra il groviglio dei tranquilli e pittoreschi vicoli laterali a via Herzen (uliza Gerzena), verso il quartiere Arbat, da una parte, e la via Tverskaja dall'altra, fra vecchie case aristocratiche, molte delle quali ospitano importanti istituzioni culturali. In proposito, gli appassionati di arte orientale non tralascino il Mus'eo delle Arti dei Popoli d' Oriente (Suvòrovskij bulvar 12A - metro Arbatskaja) che ospita una rara raccolta di statuette giapponesi, oltre che opere delle regioni asiatiche.
Molto interessante è la originale Chiesa della Natività di Putinki (XVII secolo) che si trova in via Chechov (ulzza Chechova): presenta caratteristiche architettoniche particolari perchè unisce elementi tipici delle costruzioni sacre e di quelle civili, commistione poi bandita dalle autorità ortodosse per evitare contaminazioni profane.
Questi quartieri sono densi di richiami letterari perchè qui vissero scrittori famosi: le case di alcuni di loro, trasformate in musei,
sono visitabili e spesso offrono uno spaccato della vita del tempo andato, ben oltre l'omaggio del puro pellegrinaggio culturale.

 
 
 
 
A r b a t  e  d i n t o r n i
Arbat significa «luogo fuori le mura» perchè, un tempo, erano qui le porte della città. Oggi restano alcuni palazzi nobiliari e vecchie case cariche di ricordi letterari in un quartiere dove si respira l'atmosfera della Russia antica, angolo bohèmien dai mille incontri di ogni genere e ricco di negozietti interessanti di souvenir e di antiquariato; la via Stari Arbat è stata completamente restaurata ed è diventata animata isola pedonale, luogo di incontro della nuova gioventù moscovita.
A ridosso della Moscova, di fronte all' isola, scendendo alla fermata Kropotkinskaya della metropolitana, ci si trova in un quartiere che più di ogni altro ha conservato tracce del suo nobile passato nei secoli XVIII e XIX.
Fu, infatti, agli inizi del '700 che in questa zona, già riservata alle guardie particolari di Ivan il Terribile e poi abitata da mercanti,
vennero a fissare le loro dimore le famiglie nobili moscovite. AI numero 12 della uliza Volchònka si visita il Museo di Arti Figurative Puskin, ospitato in un palazzo neoclassico della fine del XIX secolo. Conserva una delle maggiori collezioni di reperti dell'antico Egitto e delle civiltà mesopotamiche dell' Asia Minore. Vastissima (2000 pezzi) è anche la sezione dedicata alla pittura europea, con una eccezionale raccolta di opere di neoclassicisti e impressionisti francesi. Si visita tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 20. I vicini musei Puskin e Tolstoj, come la casa-museo del politico e scrittore Herzen (1812-1870) , conservano ricordi degli illustri letterati. Sempre nelle vicinanze della fermata della metropolitana Kropotkinskaya è oggi visitabile la più grande Basilica "del Salvatore" della capitale russa. E' stata ricostruita a tempo di record per essere nuovamente aperta al culto in occasione dell' 850 anniversario della fondazione di Mosca nel 1998.
Strastnoy Boulevard

 
 
 
I l  M o n a s t e r o  N o v o d e v i c i
Il Monastero delle Vergini, complesso architettonico del 1524 secondo solo al Cremlino, è uno dei quattro Monasteri ancora esistenti dei sei che furono costruiti a difesa della città, ed è sicuramente il più bello. Il suo nome risale, forse, al campo delle vergini dove gli invasori mongoli, secondo la tradizione, vendevano le giovani prigioniere; ma, ed è più credibile, forse è più semplicemente legato al fatto che qui era ospitata una comunità monastica femminile. Il monastero è cinto da mura di mattoni rossi con dodici torri: all'interno si trovano quattro chiese e il cimitero dove riposano molti poeti e musicisti russi fra i quali Cechov, Tolstoj e Gogol.
Il Monastero Novodevici
La Cattedrale di Nostra Signora di Smolensk è la principale chiesa del complesso, la più antica (prima metà del XVI secolo) e la più bella. Fu eretta nel più classico stile russo per ricordare la conquista di Smolensk da parte del principe Vassilij III, e per accogliere la venerata icona della Madonna proveniente da quella città. Conserva pregevoli affreschi del XVI secolo che illustrano episodi della Bibbia e una maestosa iconostasi con importanti icone fra le quali spiccano quella della Madonna della Tenerezza, del 1564; quella di San Matteo e San Giovanni Teologo e quella della Madonna dell' Intercessione, ambedue del XVII secolo. Qui è sepolta la sorellastra di Pietro il Grande, Sofia Alekseeva, che fu fatta rinchiudere in clausura dal potente fratello, sorte che toccò anche alle altre nobildonne qui sepolte. Di notevole interesse è il campanile barocco (XVIII secolo) della Chiesa-Refettorio Trapeznaja (cioè dell' Assunzione): questa, al contrario della prima che è adibita a museo, è aperta al culto, e fino al 1988, anno di riapertura del Monastero Danilov, la sede patriarcale di Mosca, fu la chiesa più importante della città. Novodevici è nei pressi della fermata Sportivnaja della metropolitana.

 
L a  G a l l e r i a  T r e t j a k o v
La Trinità di Andrej Rublev Chi è interessato all'arte russa non può non visitare l'importantissima Galleria Tret'iakov (Lavrusinnskij pereulok 10 - metro Novokusnezkaja Tretyakovskaja), pinacoteca fondata, ne11856, dai mecenati che le diedero il nome e che la donarono alla città nel 1892. Conserva una delle più vaste e importanti collezioni d'arte russa.Nel reparto dedicato all'antica arte russa sono esposte le più belle icone dal XII al XVII secolo: si trovano qui la famosa Madonna di Vladimlr, opera d'arte bizantina del XII secolo, e una serie di icone del grande Andrei Rublev fra le quali spicca la Trinità del Vecchio Testamento. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

La pittura su tela, che in Russia cominciò soltanto nel XVIII secolo, è qui rappresentata da opere insigni fra le quali si segnalano il Ritratto di Pushkin del Kiprenski (1782-1836), il Ritratto di Dostojevski del Pjerov ( 1833-1882), il Ritratto di Tolstoi giovane del Kramskoi (1837-1887).  Una sala è dedicata alle opere del più grande paesaggista russo, Levitan (1861- 1900), e una alle tele fantastiche di Vrubel (1859-1910).

Esterno della Galleria Tretjakov

Il Cristo Pancreatore di Andrej Rublev

 
 
 
K o l o m e n s k o e
La visita più interessante è a Kolomenskoe, dove si trova il Museo etnografico all'aperto (metro Kolomenskaja). Il museo è ospitato in un monastero fortificato del XIV secolo: qui sono state trasportate, da altre località, costruzioni in legno per offrire un'idea complessiva dei tipi di case e kremlini (fortezze) della Russia.
Superato l'imponente portale d'ingresso con un campanile aguzzo, sulla sinistra si trova la Chiesa di Nostra Signora di Kazan (XVII secolo), aperta al culto, e, sulla destra, la casa di Arcangelo, sul mar Baltico, nella quale visse per un certo tempo Pietro il Grande. La Chiesa dell' Ascensione è il gioiello del museo: fu fatta costruire da Ivan il Terribile nel 1552 ed è considerata una fra le più belle chiese russe, con tetto a piramide che richiama un campanile.

 

Casa di Pietro il Grande

 
 
 
I  T e a t r i  e d  i l  C i r c o
Esterno del Teatro Bolshoi I russi seguono con grande attenzione la programmazione di teatri e sale da concerto. Il teatro sicuramente più noto è il Bolshoy, uno dei teatri lirici e di danza più importanti del mondo dove gli appassionati vorranno sicuramente vedere almeno una rappresentazione.
Al teatro Malyj si rappresentano lavori classici russi; al Mkhat lavori classici russi e stranieri.
Il Zentralny Teatr Kukol è il teatro dei burattini che ospita la celeberrima compagnia di Sergej Obrazov: vanno in scena piece simpatiche e originali che gli appassionati del genere non dovrebbero perdere. Spettacoli di balletti e musiche folcloristici, anche questi davvero di ottimo livello e suggestivi, vanno in scena prevalentemente presso il Palazzo dei Congressi e la Sala Chaikovski.
Particolarmente prestigiose sono le compagnie Berezka e Ossipov e il complesso Aleksandrov dell' Armata Russa.
La sala da concerto più prestigiosa è la Sala Chaikovski. A questi santuari della lirica e della prosa si aggiungono stagionalmente rappresentazioni di ogni genere, normalmente tutte di ottimo livello. Come vedete non c' è proprio da annoiarsi, ma, se siete interessati a qualche spettacolo serale, informatevi per tempo sui programmi.
L' arte circense in Russia ha raggiunto livelli notevolissimi, per ciò non si deve perdere una serata al circo. Due le possibilità: la prima per chi preferisce la tradizione; la seconda per chi ama le scenografie più moderne. Il vecchio Circo di Mosca, fondato nel 1880, e la cui sede è stata restaurata di recente, si trova in Zvetnoj bulvar 13. Il nuovo, ben più grande e moderno, si trova dalle parti dell' Università, lungo la prospettiva Vernadski; dispone di 3307 posti e di impianti tecnologicamente avanzatissimi. In ambedue i circhi gli spettacoli iniziano alle 19,00.
Una scena dal Bolshoi

Una scena dal Bolshoi


 
 
 
I  d i n t o r n i  d i  M o s c a
Archangelskoe
La tenuta di Archangelskoe (25 km da Mosca) fu, un tempo, proprietà dei principi Galitzin e poi dei principi Ussupov . AI centro
del magnifico parco, abbellito da statue di ispirazione italiana, sorge il palazzo-museo neoclassico progettato dal Rastrelli, fra la
fine del XVII e i primi anni del XVIII secolo, come residenza di campagna dei principi Galitzin. È un vero e proprio castello di legno stuccato, con sale riccamente arredate e una notevole raccolta di quadri, sculture e oggetti d'arte. Poco lontano dal palazzo si vede il bel teatro rococò del 1830.

Peredelkino
A 25 km da Mosca, lungo una strada sinuosa si allineano belle case di campagna (dacie) di artisti e scrittori, immerse in una immensa foresta. Nel cimitero della piacevole località è sepolto Io scrittore Boris Pasternak (1890-1960), autore del celeberrimo romanzo Il dottar Zivago che gli valse il premio Nobel ne11958. Perseguitato in patria per aver affrontato i temi storici del primo '900 in modo sgradito al regime, fu "riabilitato" nel 1987.


 


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