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e d a l b u s i n e
s s i n R u s s i a |
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| S
e r g i e v P o s a d |
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Cittadina
di circa 110.000 abitanti, situata 7O km a nord di Mosca prende il nome
da San Sergio di Radonez. Centro secolare di tradizioni storiche e spirituali,
Sergiev Posad è meta di turisti e pellegrini che vengono a visitare
il grandioso complesso del Monastero della Trinità e San Sergio
(Troizy Sergijeva lavra) l'appellativo «Lavra» sta a indicare
che il Monastero godeva di maggiori privilegi di quelli che potevano fregiarsi
dell'appellativo di «Monastyr», ma che, tuttavia, non per questo
erano meno venerati. Lo fondò, nel 1340, il monaco San Sergio, uno
dei più venerati santi russi. |
Devastato
dai Mongoli, nel XV secolo, sotto le rovine fu ritrovato il corpo quasi
intatto del Santo, un vero miracolo; il Monastero fu ricostruito,
Il complesso fortificato comprende due cattedrali, quattro Chiese, il refettorio,
il seminario e l'ospedale.
La Cattedrale dell'Assunzione (1559-1584),
dall'aspetto imponente, assai vasta e con cinque cupole azzurre decorate
con stelle dorate, ha le pareti interne tutte affrescate e ornate di stucchi;
da notare la ricca iconostasi del XVII secolo e la tomba dello zar Boris
Godunov (morto nel 1605), unico degli zar a non essere seppellito a Mosca. |
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La più
bella del monastero e anche la più antica è la Cattedrale
dlella Trinità, fatta erigere dal Patriarca Nikon negli anni 1422-1423
nel punto in cui fu ritrovata la tomba di San Sergio. Di Andrei Rublev
erano gli affreschi dei quali, purtroppo, restano pochi frammenti; sue
sono anche le 42 icone della splendida iconostasi che, invece, ci è
giunta integra. Un gran numero di candele e la folla di fedeli indicano
immediatamente il luogo del Santo: qui un sacerdote raccoglie i foglietti
di carta sui quali i pellegrini scrivono i loro desideri e li brucia perche
possano arrivare al Santo ed essere esauditi.
Anche nella barocca Cappella della
sorgente (XVII secolo) i fedeli si accalcano per bere l'acqua miracolosa
che possiede, secondo la credenza, poteri curativi. Barocco è anche
il campanile che si innalza in mezzo alla piazza grande del Monastero:
fu costruito nel XVIII secolo ed è alto 88 metri. Particolare è
la cupola allungata della Chiesa dello Spirito Santo (1476/7). |
Dietro
la Cattedrale della Trinità si trovano gli appartamenti dell Metropolita
e il refettorio (XVII secolo); nello stesso complesso ' vi è una
chiesa che conserva una splendida raccolta di icone. Lungo il muro settentrionale
della cinta si trovano il seminario e l'accademia teologica che comprende
il Museo con i tesori del monastero fra i quali spicca una splendida raccolta
di icone dal XIV al XVII secolo: ambedue sono visitabili solo con la
guida. All'arrivo sarete colpiti
dal grande afflusso di gente; e ancor più dal gran numero di bancarelle
presso la Porta Santa del monastero. Si vende di tutto, e l'atmosfera richiama
le feste paesane. |
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| P
e r e s l a v l - Z a l e v s k i j |
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| Da Sergiev Posad,
per 54 km verso nord, la strada attraversa una regione collinare bellissima,
fra boschi alternati a radure e a campi coltivati. Presso la cittadina,
dall'alto ecco il lago Plestjevo e il profilo delle mura dei monasteri
con le cupole delle chiese e dei campanili. Tre sono i grandi monasteri
della zona, sorti come avanposti di difesa fra il XIV e il XVI secolo.
Il primo è il Monastero Goritzki (XIV secolo). Dell'antica fortezza
non è rimasta che la Cattedrale della Trasfigurazione di Cristo
(1152-1157) che era il punto centrale di un vastissimo complesso di palazzi
collegati fra loro con gallerie e corridoi. Non lontano dalla cattedrale,
nel XIV secolo, fu costruita la Chiesa del Metropolita Pietro, in onore
del primo metropolita di Mosca. Il monastero fu più volte ampliato
e rifatto nei secoli XVII e XVIII: a questo periodo risalgono i massicci
portali d'entrata, come anche il campanile e la Cattedrale della Dormitio,
dalle pure linee architettoniche. Le pareti interne della Cattedrale sono
decorate con stucchi a motivi floreali e angelici. Non lontano dal Monastero,
su un'altura che domina il panorama circostante, fu eretta nel 1778 la
piccola Chiesa della Presentazione di Cristo al Tempio. |
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Il
Monastero Danilov fu fondato nel XVI secolo e si andò sviluppando
nel corso di due secoli grazie alle donazioni dei principi Bariatinsky.
La Chiesa principale del monastero è la Cattedrale della Trinità
(1532), più volte rimaneggiata, che conserva gli affreschi del XVII,
opera del pittore Nikitin. Semplice e morbida è la decorazione dell'adiacente
Chiesa di Tutti i Santi (1687), mentre il campanile del 1689, dal basamento
massiccio a due piani, ha un blocco aggiunto per accogliere il meccanismo
di un grande orologio.
Il refettorio, il più fastoso
edificio del complesso, vede fusi il tradizionale stile russo con i nuovi
elementi barocchi; fu aggiunto nel 1695 e malamente restaurato nel XIX
secolo, come anche la Chiesa della Esaltazione della Vergine. Lungo la
strada che congiunge questo con il monastero Nikita, si passa presso la
Cappella della Vergine di Cernigov ( 1705), piccolo gioiello barocco fatto
costruire dal principe Michail di Cernigov nel punto dove fu guarito da
San Nikita nel 1186. |
| Il
Monastero Nikita sorge su un'altura che domina la strada per Jaroslavl:
fu fondato dal santo monaco Nikita e, nel 1561 , per volontà di
Ivan il Terribile, venne mutato in fortezza. La Cattedrale di San Nicola
(1561-1564), l'edificio più importante del monastero, ha cinque
cupole sorrette da un alto tamburo, piccole cappelle laterali e cinque
absidi. Notevole è la decorazione delle finestre del lungo edificio
con celle che fu costruito verso la metà del XVI secolo. Merita
una visita il Museo di storia e dell'arte dei monumenti antichi di Pereslav
che conserva icone, gonfaloni per processioni, arredi e paramenti sacri
assai belli, oltre che splendidi doni di zar e principi. |
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o s t o v V e l i k i j |
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Questa cittadina
di meno di 40.000 abitanti, situata in riva al lago Nero, a 76 km da PeresIavI,
ha origini antichissime; il suo nome appare, infatti, già nelle
cronache dell' 862. Fra il X e il XIV secolo fu capitale del principato
di Rostov e Suzdal, ma l'invasione dei Mongoli ne segnò il rapido
declino. Prima di arrivare in città una deviazione conduce alla
Chiesa di San Giovanni Evangelista (1687-1689), un vero gioiello di architettura
lignea. Chi ha tempo può anche arrivare al Monastero di Borisogleb,
disegnato dal grande architetto Rostov Borisov nel 1545, purtroppo malamente
restaurato nel XVII secolo.
Raggiunto il lago Nero, sul lungolago
Tolstovskaja si incontra il Monastero Jakovlevski, imponente complesso
che si trova in posizione incantevole e raccoglie edifici e chiese di tre
secoli, dal XVII al XIX. La visita senza dubbio più importante è
il Cremlino di Rostov con la vecchia piazza del mercato sulla quale si
affaccia la Cattedrale dell' Assunzione (1408-1411). Accanto alla Cattedrale
si innalza la torre campanana (XVII secolo) con tredici campane i cui concerti
sono stati incisi su dischi (in vendita presso il Museo del Cremlino).
Il Cremlino fu fatto costruire nella seconda metà del XVII secolo
dal metropolita Jonas, uomo di grande cultura e di raffinato gusto artistico. |
Le
mura di cinta sono lunghe circa un chilometro e racchiudono la Chiesa della
Resurrezione (1670) dall'interno riccamente decorato; la splendida Chiesa
di S Giovanni Evangelista (1683), dall 'architettura particolarmente aggraziata
e proporzionata, che è interamente affrescata e presenta una iconostasi
in muratura ricoperta di decorazioni; gli appartamenti rossi, dove alloggiavano
gli ospiti importanti del Metropolita; la Casa di Samuele, già palazzo
del Metropolita, collegata alla Chiesa del Salvatore (1675), spoglia all'esterno,
ma splendida di affreschi e decorazioni all' interno; gli appartamenti,
destinati ai ricevimenti del metropolita e oggi museo che raccoglie pezzi
preziosissimi; gli appartamenti dei principi, una delle più antiche
costruzioni del complesso; la Chiesa di S. Gregorio, costruita nel XVII
secolo sulle rovine dell' omonimo Monastero del XIII secolo. Gli edifici
e le chiese del Cremlino sono collegati fra loro da gallerie e corridoi
coperti, ed è per ciò possibile compiere l'intera visita
senza mai uscire. Non accontentatevi di una visita esterna.
Uscendo da Rostov in direzione
di Jaroslavl si incontra la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e l'antico
Monastero di Sant' Ahramo. |
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a r o s l a v l |
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La città,
che si trova alla confluenza dei fiumi Kotorosl e Volga, a 57 km da Rostov,
conta quasi 700.000 abitanti. Nel XIII secolo fu capitale del principato
di Suzdal, ma lo sviluppo della città si interruppe con l'occupazione
mongola. Solo nel XV secolo JaroslavI rinacque e divenne uno dei centri
commerciali più ricchi della Russia. Risalgono al XVIII secolo,
quando la città raggiunse il massimo della potenza, i tesori architettonici
che ne hanno fatto una delle più belle dell'antica Russia, con uno
stile originale nell'architettura e nelle decorazioni in ceramica. Un vero
capolavoro dell'architettura di Jaroslavl è il Complesso di Korovniki,
costituito dalla Chiesa di San Giovanni Crisostomo (1649-1654) e dalla
Chiesa della Madonna di Vladimir (1669), unite fra di loro dal basso muro
di cinta, e dal campanile; alla purezza delle linee, si affiancano le decorazioni
in cotto e in ceramica variopinta, mentre le pitture murali sono arricchite
da fregi di maiolica blu, gialla e verde.
Appena entrati in città,
superato il ponte sul fiume Kotorosl, si vedono il Monastero del Salvatore
e la Chiesa dell'Apparizione di Cristo. Il primo risale al Xlll secolo,
ma fu praticamente ricostruito nel XVI; la seconda è un superbo
esempio di Chiesa russa del XVII secolo, ricca di decorazioni con ceramiche
colorate e di pregevoli affreschi. Numerose sono le visite che questa deliziosa
città d'arte propone. La Cala Ivanov è la tipica dimora di
una famiglia borghese benestante del XVII secolo. La Chiesa di San Nicola
(1665-1672) è famosa per la serie di affreschi del 1673 che ornano
le pareti e le volte, dovuti ad artisti sconosciuti, che presentano la
lucentezza della seta. |
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Accanto
alla precedente, la Chiesa della Vergine di Tikhvin (1686) è un
tipico esempio di «Chiesa d'inverno», cioè bassa e raccolta
e per ciò meno fredda nei mesi invernali. La Chiesa di San Miichele
Arcangelo (1657 -1682) ricorda le antiche Chiese con portici e le gallerie
che servivano ai mercanti da deposito delle merci. La Chiesa del Salvatore
(1672) conserva, in ottimo stato, affreschi di particolare valore. |
| La
visita più importante della città è quella della Chiesa
del profeta Elia (1647-1650) dovuta alla munificenza della famiglia Skripins,
mercanti dli pietre preziose: gli affreschi sono eccezionali e rappresentano
scene della Bibbia con vivaci riferimenti alla vita quotidiana e con richiami
architettonici a interni di case e a città; pregevole è anche
l'iconostasi della Cappella della Depolizione della Veste (XVII secolo)
. Unico nell'architettura russa è il Campanile della Chiesa della
Natività (1644), dovuta anch'esso alla generosità di una
famiglia di mercantil Vale la pena, se si ha tempo, di fare una gita in
battello sul Volga. |
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| Nei pressi del
sobborgo di Tolskovo, si trova un gruppo di Chiese fra le quali spicca
la Chiesa di San Giovanni Battista (1671-1687) con decorazioni esterne
di mattoni e ceramiche colorate, motivi ripetuti all' interno delle quindici
cupole: interessanti sono anche gli affreschi e I'iconostasi che presenta
una preziosa porta degli zar lavorata ad intaglio. La Chiesa di Santa Tcodora
Vergine (1687) conserva pregevolissimi affreschi che riproducono vari edifici
importanti di diverse città russe e una notevole iconostasi con
icone di pittori famosi. Completa questo gruppo di chiese quella dedicata
a San Nicola di Pensa del XVII secolo. |
| K
o s t r o m a |
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Patria di illustri
artisti e scrittori, Kostroma fu fondata nel XII secolo come capitale di
un piccolo principato. Distrutta dai Tartari nel 1238, venne ricostruita
sulla riva sinistra del Volga, in posizione più facilmente difendibile.
Nel el XIV secolo entrò nell'area di influenza del principato di
Mosca, assicurandosi così valida protezione contro le invasioni,
ma condannandosi al declino politico. |
| La
città potè, da allora, dedicarsi allo sviluppo artistico
ed economico: oggi è importante centro della lavorazione del lino.
La piazza principale, che si affaccia sul Volga, e tutto il centro storico
sono caratterizzati da interessanti edifici di stile classicista russo
del XVIII secolo. Il più importante monumento artistico cittadino
è l'ex Monastero Ipat'evskii, fondato nel XIV secolo e pill volte
ricostruito in epoche successive: al suo interno, il palazzo dei Romanov
( 1588) conserva decorazioni e arredamenti del XVII secolo, e la cattedrale
della Trinità è un bell'esempio di edificio sacro della metà
del XVII secolo. Accanto al Monastero, il Museo all'Aperto dell'Architettura
in Legno raccoglie antichi edifici dal XVI al XIX secolo provenienti da
tutta la provincia. |
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| S
u z d a l |
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La città-museo,
annoverata dall' Unesco fra i gioielli artistici di rilevanza mondiale,
si annuncia già da lontano con i
profili delle sue chiese. Al di
fuori delle rotte commerciali, la cittadina cominciò a crescere
quando entrò a far parte del principato Suzdal-Novgorod e si affermò
come centro culturale e religioso. Nei secoli XIV e XV si sviluppò
qui una scuola di pittura religiosa, particolare per stile e caratteristiche
tecniche, che divenne celeberrima in tutto il mondo. Successivamente Suzdal
fu occupata dai Polacchi (1608) e dai Tartari (1644), fu colpita da una
tremenda epidemia di peste (1654). Nonostante queste vicissitudini storiche,
Suzdal è ancora oggi centro artistico e religioso di primaria importanza. |
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Innumerevoli
sono le visite interessanti, così numerose che dovremo quasi limitarci
a un elenco: la Cattedrale della Natività
di Maria (XI secolo) è il
più antico monumento della città, a più riprese ampliato
e rielaborato; il Palazzo arcivescovile, del XVII secolo, rifatto completamente
nel secolo seguente; la Chiesa di San Nicola (1770), in muratura, una delle
più belle della città ed esempio tipico dell'arte suzdaliana
nella quale si fondono i motivi tradizionali delle costruzioni in legno
e gli elementi decorativi
locali. |
La
Chiesa di Boris e Gleb (XVII) è l'unica in stile barocco. Sotto
il Cremlino c'è un Museo all'aperto dove sono state trasportate
antiche chiese lignee e case di abitazione da altre località. La
Chiesa dell' Imperatore Costantino (1707), che ha la facciata interamente
decorata con bassorilievi, è affiancata dalla piccola «chiesa
calda» (cioè invernale) dedicata alla Vergine dei Sofferenti.
Splendido è il campanile decorato da nicchie e maioliche della Chiesa
della Resurrezione (1720), affiancata dalla «chiesa calda»
della Vergine di Kazan (1739). Diverse altre Chiese meritano una visita
se si ha tempo sufficiente per un soggiorno un po' più lungo.
I monasteri di Suzdal sono cinque.
Il più grande e bello è il Monastero dell' Illuminato Jevfimi
(1350), che comprende diverse Chiese erette fra il XV e il XVII secolo,
il refettorio e il complicatissimo campanile, costruzioni che, susseguitesi
nel tempo e nello stile, sono di difficile definizione strutturale. Meritano
la visita anche il Monastero di Maria Ausiliatrice (XVI secolo), e il Monastero
della Deposizione della Veste che ha una famosa Porta Santa del 1688. Infine
Sant' Alessandro e San Basilio.
Un soggiorno unico e affascinante
è offerto dall'albergo a izbe Pokrovski Monastir, di seconda categoria
superiore, sistemato appunto nel complesso del Monastero Pokrovkii. |
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| V
l a d i m i r |
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Quando, nel 1157
, Andrei Bogoliubski decise di elevare Vladimir a capitale del principato
Rostov-Suzdal, la città (che oggi conta
350.000 abitanti) non esisteva:
c'era solo una fortezza degli inizi del secolo. Per dare alla futura città
un'impronta solenne, il principe fece costruire una Porta d'oro particolarmente
imponente, quasi un arco di trionfo. La città, poi, si arricchì
di numerose Chiese pregevoli al punto da servire come modello in tutta
la Russia, e la sua cattedrale veniva spesso indicata come esempio agli
architetti progettisti di nuove cattedrali.
La Cattedrale dell' Assunzione
(o della Dormitio) fu eretta nel 1160; completamente distrutta da un incendio
nel 1185 e ricostruita nel 1189 è tutta decorata da fregi dorati
e da pregevoli affreschi fra i quali spiccano quelli del grande Rublev.
Qui era la famosa e veneratissima icona della Madonna di Vladimir, oggi
alla Galleria Tret'jakov di Mosca.
Altro gioiello è la Cattedrale
di San Demetrio (1197), dalle linee semplici e dalle decorazioni simili
a quelle delle Chiese lignee. Nella Cattedrale del Monastero della Natività
venne sepolto il principe Aleksandr Nevski, il condottiero che sconfisse
gli Svedesi nel 1240. Ancor più notevole è il Monastero delle
principesse (XIII secolo), così chiamato perchè vi sono sepolte
alcune nobildonne fra le quali Maria Svarnov, la fondatrice, moglie del
principe VsevolodIn. |
La
cattedrale del monastero, la Chiesa dell' Assunzionc (XV -XVI secolo),
presenta interessanti affreschi con scene di vita quotidiana del XV secolo.
La Chiesa di San Nikita (1762-1763)
ha uno stile baroccheggiante. Elegante e di notevole interesse è
la Chiesa di San Nicola alle Galere (1732-1735) che deve il nome, probabilmente,
a un luogo di approdo per le imbarcazioni. Particolarmente suggestivo è
il panorama che si gode dal terrapieno che corre intorno al tracciato delle
mura: campagna punteggiata da ardite cupole di Chiese isolate o riunite
a piccoli gruppi, corsi d'acqua e piccoli canali, macchie di boschi. Lo
spettacolo è particolarmente affascinante al tramonto, soprattutto
in inverno. |
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Bogoljubovo:
Il villaggio sorge a 10 km da Vladimir.
Vi si visita la bellissima Chiesa della Protezione e Intercessione di Maria
sul Fiume, costruita nel 1165 per commemorare la vittoria sui Bulgari del
1164, e la morte in battaglia del figlio del principe Andrei. La Chiesa
sorge su un'isola artificiale alla confluenza dei fiumi Neri e Kljasma;
solitaria, fra campi e alberi, offre un colpo d'occhio affascinante, anche
in inverno quando tutto è coperto dalla neve. Lo stile è
tradizionale, ma l'impatto visivo è ingentilito dall'inclinazione
verso l'interno dei muri delle quattro facciate. Purtroppo gli affreschi
del X n secolo sono stati cancellati dagli interventi di restauro del secolo
scorso. Nel villaggio si vedono anche i pochi resti del castello del XII
secolo. |
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